| | | | | | Clicca sulla foto per ingrandirla         | |  | |  | | On the road Mont-Saint-Michel a bordo della Lancia Thesis Executive Di G. Rouzeau Lussuosa, ben equipaggiata e ultraconfortevole, la Lancia Thesis sfoggia uno stile elegante, caldo ed emotivo che la distingue dalle altre grandi ammiraglie della stessa categoria. Lasciamoci sedurre da questo mostro di dolcezza... © Lancia | Tra Parigi e Mont-Saint-Michel, la strada non è molta (359 km) ma sufficiente per valutare la Lancia Thesis per quello che è: un mostro di piacere e di dolcezza! Al volante della Lancia Thesis Executive 3.2 V6 24v Comfortronic, si ha l'impressione di pilotare un salotto mobile in cui regna un'atmosfera raffinata e avvolgente e un silenzio da cattedrale. Un ambiente particolarmente adatto a questa berlina di lusso che preferisce i viaggi tranquilli alle corse nervose in città. Vedi la mappa Una notte a Mont-Saint-Michel © G. Rouzeau / ViaMichelin Ai piedi di Mont-Saint-Michel prima della marea... | Visitato da circa tre milioni di turisti ogni anno, Mont-Saint-Michel non patisce solo l'insabbiamento ma anche d'invasione! Ecco perché, fra molte altre ragioni, bisogna pernottare su questo santuario fondato nel 708 da S. Oberto, il vescovo di Avranches. A partire dalle 17.00, un messaggio diffuso dagli altoparlanti invita gli automobilisti a spostare il proprio veicolo "a causa delle forti maree". Dal cammino di ronda, potrai constatare effettivamente che l'immensità della baia di sabbia, il cui orizzonte si confonde con il cielo grigio, è invasa progressivamente da lingue d'acqua scaturite non si sa da dove. I gabbiani, i pivieri dorati, i vanelli capelluti e le pittime reali se ne tornano a casa. Cala la notte, gli ultimi visitatori scendono per l'unica Grande-Rue (Grande Via) fiancheggiata da abitazioni antiche, e varcano, una dopo l'altra, le porte di questo borgo fortificato per raggiungere il parcheggio. La terza, detta porta del re (XV sec.) perché ospitava il contingente simbolico che il re manteneva al Mont, conserva ancora i piombatoi e la saracinesca di quell'epoca. © G. Rouzeau / ViaMichelin Un indirizzo mitico: la Mère Poulard | Alle 18.30, all'abbazia, le campane suonano l'ufficio benedettino: entra in questo luogo unico in questo momento particolare, è il miglior modo per impregnarsi della poesia mistica che regna dentro queste mura. Uscendo, potrai vedere i gatti del Mont-Saint-Michel che si accingono a banchettare intorno ...alle immondizie. Noi altri umani, invece, ci metteremo a tavola dalla Mère Poulard dove attualmente il re dei fornelli è lo chef Michel Bruneau. Sotto questo soffitto storico, dove sedettero Francesco I e François Mitterrand, Michel riunisce con brio i prodotti della terra e quelli del mare agnelli dei prati salati e maialini delle fattorie normanne, sogliole e ostriche della baia, Calvados (acquavite di sidro di mele) e Pommeau (calvados miscelato con succo di mele da sidro).
© G. Rouzeau / ViaMichelin Un'abbazia edificata come una fortezza | Visiterai l'abbazia all'apertura, la mattina seguente, per goderti in pace la calma di questo capolavoro fondato nel X sec. Più volte ricostruito e rimaneggiato, l'edificio è complesso e il suo ordinamento architettonico è difficile da capire. Tanto più che la visita non si effettua per epoca o per edificio ma, più prosaicamente, per piano, attraverso un labirinto di corridoi e di scale. Non ci sforzeremo di fare una descrizione dettagliata del luogo. Attireremo semplicemente la tua attenzione su un gruppo di edifici, costituito da sei sale distribuite su tre livelli, chiamato La Merveille (La Meraviglia). E' probabilmente uno dei migliori esempi al mondo di architettura del XIII sec. Il chiostro è un incanto, come sospeso tra cielo e mare, e da qui, la vista sui prati e le immense distese di sabbia e acqua è veramente indimenticabile. Questo luogo procura un intenso sentimento di serenità, dettato in parte dalle sue audaci soluzioni architettoniche, come la successione di colonne disposte in doppia fila e alternate che creano un effetto di prospettiva sorprendente. Di sala in sala, da una meraviglia a un'altra, sarai come rapito da questo poema di fede, speranza e olio di gomito scolpito nella pietra... Da Mont-Saint-Michel a Cancale Lasciando Mont-Saint-Michel per la D 976, si oltrepassa il canale del Couesnon e si entra in Bretagna all'altezza di Beauvoir dove si è accolti da un paesaggio di polder di oltre 15.000 ettari. Sottratte al mare dal XIX sec., queste terre fertili, coltivate essenzialmente a cereali e ortaggi, formano una suggestiva scacchiera. Dal villaggio di Roz-sur-Couesnon, situato su un'altura, la vista spazia fino a Mont-Saint-Michel. Una pioggerella fine comincia a cadere: i tergicristalli si avviano automaticamente. Una tecnologia su misura per queste regioni piovose...
© Yolaine Gautier Cherrueix, un rinomato spot di carri a vela. | Costeggiando il litorale, si arriva a Cherrueix, grosso borgo tipico della baia che conserva ancora tre mulini e qualche casa con il tetto di paglia. Oggi è un rinomato spot di carri a vela. La piccola cappella Sainte-Anne, costruita nel 1684, isolata in mezzo al crocevia, vale la visita. Lungo la D155 è tutta una successione di verdi pascoli dove coabitano pacificamente greggi di pecore e colonie di gabbiani. Stormi di vanelli capelluti solcano il cielo; con un po' di fortuna potrai scorgere qualche rapace falco smeriglio, falco pellegrino o albanella a cui piace cacciare in questi luoghi piatti e aperti, dove il suo sguardo acuto può spaziare. All'altezza di Le Vivier-sur-Mer, una deviazione a sinistra conduce sul Mont-Dol, che è, con il Mont-Saint-Michel, una delle ultime vestigia del sollevamento ercinico. Questo lieve rilievo (che culmina a 63 m) spicca in mezzo a questo paesagio piatto. In un primo tempo era un sito preistorico (è stato portato alla luce un importante giacimento di ossa di animali del paleolitico), diventato, lungo i secoli, un luogo di culto druidico, romano, poi cristiano. Châteaubriand, il grande romanziere ottocentesco, durante i suoi studi a Dol, veniva qui a dare libero sfogo alla sua malinconia precoce. Dopo Le Vivier-sur-Mer, capitale bretone della mitilicoltura, si passa a Saint-Benoît-des-Ondes che conserva diverse peschiere fisse, delle grandi gabbie metalliche di 300 m di lunghezza chiuse da una rete a nassa dove vengono intrappolati i pesci a marea alta. Lungo il litorale, non mancano le locande dove si possono gustare cozze e ostriche d'incomparabile freschezza.
 | |  | | Un look glamour © Lancia | Durante il viaggio, il conducente avrà il piacere di non passare inosservato, tant'è vero che l'estetica di questa vettura si distingue da quella di certe grandi ammiraglie dello stesso tipo. Moderna, con un profumo di passato, la Lancia Thesis è dotata di un fisico impressionante. Con il suo cofano lungo e sagomato, l'enorme calandra cromata, l'assenza di paraurti, le grandi ruote (ravvivate da cerchi in lega levigata ) e i fari a forma di diamante, la Thesis non lascia mai indifferenti. La sua silhouette è sottolineata da un elegante filetto di cromo che termina davanti, integrando i lavafari. Più classico, il posteriore massiccio sfoggia inediti fari verticali a led, estremamente affilati. I fari fendinebbia e i fari di retromarcia sono messi discretamente da ambo i lati della targa, anch'essa profilata di cromo. Quanto ai sensori di prossimità che facilitano le manovre di parcheggio, hanno il buon gusto di essere poco visibili. | |  | |  | Scalo a Cancale © G. Rouzeau / ViaMichelin Davanti al ristorante Coquillage della guida MICHELIN, una bella villa degli anni 20. | L'arrivo dalla piccola D76 offre una bella vista su Cancale e la sua baia, centro rinomato per le sue ostriche piatte. Il porto della Houle è protetto da due gettate: a nord dalla jetée de la Fenêtre e a sud dalla jetée de l'Épi opere che testimoniano la violenza degli acquazzoni sul litorale. Con il suo susseguirsi di bar, alberghi e ristoranti, le barche che rientrano dalla pesca e il va e vieni di sbarelli carichi di ostriche, il "borgo basso ", addossato alla scogliera, ha il suo fascino. All'estremità del porto, qualche bancherella di ostriche propone i suoi prootti ai passanti. Nel borgo alto (parcheggio di fronte alla chiesa), abitato tradizionalmente dai mercanti e dai contadini, bisogna prendere, a destra della chiesa, la stradina che conduce ad una punta di terra , la pointe du Hock e ad un sentiero litoraneo, il sentier des Douaniers. Da qui si gode una bella vista sulle scogliere, il porto sottostante, i parchi di allevamento di ostriche scoperti a marea bassa e l'isola des Rimains. Il più bello viene alla fine (4 km a nord dalla D 201) con la pointe du Grouin che si spinge in un mare verde profondo, di fronte ad un panorama che abbraccia Granville, la baia di Mont-Saint-Michel e, al largo, les isole Chausey.  | |  | | Una vettura molto confortevole e ben equipaggiata © Lancia | Elegante all'esterno, la Lancia Thesis si rivela molto piacevole all'interno. In questo abitacolo di lusso, regnano i materiali nobili, come la pelle e il legno. Un altro punto forte, l'insonorizzazione è ottimizzata dalla rigidità alla torsione della scocca ed è rinforzata da vetri di 5 mm di spessore. Il sedile di guida è provvisto di funzione easyentry-exit regolabile elettronicamente, con personalizzazione e memoria di tre posizioni. Si apprezzano anche molto le serrature elettriche che consentono un'apertura senza sforzo. E naturalmente il computer di bordo provvisto di display a colori che riunisce tutti i comandi del veicolo, dalla navigazione con il GPS, al sistema Hi-Fi, al caricatore di 6 CD alloggiato nel vano portaguanti, fino al telefono con tastiera e display nel bracciale anteriore. Senza di menticare il televisore sul nostro modello Executive! Anche se per ora la qualità della ricezione è insufficiente, con l'arrivo dell'UMTS, les cose dovrebbero migliorare. Con questo livello di equipaggiamento, viaggiare in questa vettura è un vero piacere. Rassicurante, accogliente, ben motorizzata, tecnicamente avanzata e ben equipaggiata, la Thesis fa prova di un temperamento e di una personalità a parte nella sua categoria. Lussuosa fuori e dentro, ludica quel tanto che basta, quest'auto apporta un tocco di originalità, abbastanza raro nel segmento delle grandi ammiraglie, nelle quali la sicurezza e l'austerità prevalgono su tutto il resto. | |  | |  |  |