L’Atelier di Jean-Luc Rabanel (Arles)
Francia, Arles
23-06-2008

Di Georges Rouzeau
«Rendere la natura ancora più naturale»: questo è il credo, quasi una sfida, di questo chef bio e stellato, nel suo atelier di creazione di straordinari tapas, serviti su tavoli senza tovaglie! Jean-Luc Rabanel possiede il proprio orto nel cuore di una Camargue che ama più di ogni altra cosa. E i clienti sono entusiasti.
Attenzione, ecco un ristorante dove sta avvenendo qualcosa! In una viuzza a due passi dalla colleggiata Sainte-Trophime, nel centro di Arles: è qui che Jean Luc Rabanel ha aperto il suo «atelier». Nella lunga saletta, dal numero di coperti molto limitato, l’arredo è moderno, essenziale, e i tavoli, i cui piani sono un mix di cemento e pigmenti, non sono ricoperti!



© Hervé Hôte 2007

Da Rabanel, siamo alla scuola del Sud, cioè a quella del piacere di vivere. Nell’aria c’è profumo di desiderio, sui volti dei clienti un sorriso di beatitudine e il piacere di cucinare dello chef e dei suoi collaboratori è davvero palpabile. Jean-Luc ha il vento in poppa, è vero.
 
Ma non c’è solo questo. Finite le missioni di consulente gastronomico internazionale sempre tra due aerei. Questo puro guascone si è trovato qui a meraviglia, ha sposato Arles, la sua musica e le sue corrida, la Camargue, i suoi cieli mutevoli e il suo stupendo orto biologico. Da questo orto trae la maggioranza della verdura e della frutta che trasforma in tapas o sushi leggerissimi e saporiti. Niente lista ma una profusione di proposte che si scoprono man a mano: suspense e sopresa. Con le sue false arie da dio Pan, l’uomo dal ciuffo nero offre generosamente la sua «golosità» – il tutto al prezzo di un menù che equivale a quello di un piatto alla carta in un due stelle.
 
Tutto «l’universo fiabesco» della sua passione si declina dalle note più acidule alle note più croccanti o più morbide. Si parla di «tapas» in mancanza di meglio: si tratta piuttosto di piccole monadi leibniziane, unità perfette a sé stanti, in cui regna la verdura. Rabanel è l’autore, ad esempio, di un gaspacho ai cinque pomodori da antologia.
 
Il credo di questa cucina altamente tecnologica pur restando freschissima e ispirata, è paradossale, come la nostra modernità: «Rendere la natura ancora più naturale». Come preservare gli aromi di una verdura proveniente direttamente dall’orto e trasmetterli intatti nel piatto? La sua insalatina di verdure croccanti con sardine fresche su frollino alla mandorla amara e parmigiano, è francamente sconvolgente. Seguono le note di kumbawa, uno yogurt vegetale, poi un toast al fegato di coniglio, mousse di sesamo, un sorbetto al pomodoro…
 
Tutto è leggero, rispettoso dell’ambiente, ma soprattutto terribilmente… gourmand.

L’Atelier de Jean-Luc Rabanel
7, rue des Carmes
13200 Arles.
Tel.: 04.90.91.07.69
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