Saragozza: una nuova età d’oro
Spagna, Saragosse
30-06-2008

Di Javier Mazorra
Al termine di uno stato di semiletargo in cui la città era rimasta a lungo sprofondata e da cui veniva strappata, di tanto in tanto, da breve sprazzi di splendore, non appena il viaggiatore raggiunge il capoluogo aragonese si renderà conto che l’EXPO segna l’inizio di una nuova Età d’Oro.
 
Non c’è scorcio di questa città, di poco meno di un milione di abitanti, che non sia stato rimodernato, iniziando da quanto resta della Caesar Augusta romana, di cui si possono vedere il foro, i bagni pubblici e il porto, interrato, in pieno centro storico, oltre a una parte rilevante delle mura di cinta e il Teatro, l’edificio più spettacolare di quell’epoca e, indubbiamente, uno dei monumenti che tutti dovrebbero visitare (biglietto d’ingresso unico per tutti e quattro i monumenti: € 6).


Seo
© J. Mazorra

Patrimonio ‘mudéjar’

In questo primo spazio di origini romane, costituente tuttora il cuore e l’anima di Saragozza, sorgono anche alcuni dei maggiori monumenti medievali e rinascimentali eretti allorquando il Regno d’Aragona brillava di luce propria e i cui territori si estendevano in tutto il bacino del Mediterraneo.
 
Tra i primi spicca la collezione di chiese in stile ‘mudéjar’, dichiarate nell’insieme Patrimonio Mondiale dell’Umanità che trovano nella Cattedrale o ‘Seola loro massima espressione. Si tratta di una struttura commovente sia all’esterno che all’interno. Chi, per ragioni di tempo, potesse visitare soltanto un monumento, non dovrebbe avere dubbi in merito: la scelta deve cadere sulla Cattedrale.
 
Antistante la medesima, la Basílica del Pilar con i suoi molteplici campanili, è stata, sin dalla sua creazione, uno dei grandi centri di pellegrinaggio cristiano del nostro pianeta. Al suo interno, pur se un tanto scuro e caotico ma ove si respira un ambiente unico, conserva tesori risalenti a epoche diverse, nonché vari dipinti murali di Goya (nato a Fuendetodos, non lontano da qui).
 
Senza abbandonare la piazza, nota con il nome di Plaza de las Catedrales che funge non solo da cornice per le celebrazioni di spicco degli abitanti di Saragozza ma anche da loro punto di raduno, ove vedersi con gli amici, come se si trattasse di un prolungamento delle loro case, occorre volgere lo sguardo verso il palazzo de La Lonja de los Mercaderes, uno dei gioielli del Rinascimento aragonese, adibito, in genere, a sede di mostre di arti plastiche.
 
Tuttavia, la migliore espressione di tale stile in città - El Patio de la Infanta – va ricercata all’interno della sede dell’istituto bancario Ibercaja, nel cuore della Saragozza novecentesca. Un luogo a dir poco unico, incredibile nonché una delle numerose sorprese celate da questa città che, pur se non colpisce al cuore di primo acchito, ha un non so che di irresistibile.
 
Sempre all’interno di questo primo spazio di origini romane, vale la pena di passeggiare, senza meta, nelle vie quali Jaime I e Alfonso I, traboccanti di caffè e di negozi curiosi o lungo il Tubo, un labirinto di stradine rimesso a nuovo di recente, da sempre... fulcro di buona parte della vita notturna di Saragozza nonché degustazione delle ‘tapas’ nel centro storico.

Palacio de la Aljafería
© J. Mazorra

Il Trovatore

Al volgere del XIV secolo, viene eretto un secondo anello di mura di cinta che, pur se quasi scomparse del tutto, segnano tuttora, sulla cartina della città, i confini della zona nota come Centro che consente di scoprire, al suo interno, altre chiese in stile ‘mudéjar’ come quella di San Pablo e San Miguel (i cui punti di maggior rilievo sono i campanili pur se, chi avesse la fortuna di accedervi, avrà modo di scoprirvi numerosi tesoro all’interno), dimore signorili -ne è un esempio quella di Sástago- ma, soprattutto, il Palacio de la Aljafería, un tempo dimora ufficiale dei monarchi della Saragozza musulmana che oltre a conservare vestigia di quell’epoca che ricordano la ‘Alhambra’ o lo ‘Alcázar’ di Siviglia, vanta anche strutture posteriori, quando divenne una delle residenze preferite dei Re cattolici.
 
In uno dei torrioni di tale fortezza, è ambientata l’opera "Il Trovatore " di Giuseppe Verdi. Dal 1985, è sede delle nuove ‘Cortes de Aragón’ (Parlamento).


© J. Mazorra

L’Esposizione del 1908

La zona a sud di questo secondo spazio, funse cent’anni or sono da sede della prima esposizione internazionale (spagnolo-francese) di Saragozza, di cui si possono ammirare costruzioni di rilievo nei dintorni della Plaza de los Sitios, ivi incluso l’edificio adibito oggigiorno a Museo Provinciale, un luogo tranquillo ove trascorrere un paio d’ore in compagnia di Goya.
Nei suoi dintorni, si trovano i negozi più esclusivi della città oltre a qualche ristorante curioso, celebre per le ottime “tapas” che vi si elaborano.
 
Al pari di quanto avviene ora, tale esposizione servì per creare una nuova Saragozza agli inizi del XX secolo, il cui fulcro è il Paseo de la Independencia, rimesso a nuovo di recente, altro luogo preferito dagli abitanti di questa città per passeggiare e fare shopping in tutto l’arco della giornata.
 
Un secolo più tardi, il volto più moderno della grande metropoli aragonese va ricercato nei dintorni dello spazio dell’EXPO, sia lungo il lato più occidentale, nei pressi della stazione intermodale di Delicias, alla cui architettura nessuno è indifferente, che sulla sponda sinistra del fiume Ebro, il grande trionfatore di questa Saragozza nuova di zecca che si delinea in tutto il suo splendore come una via fluviale navigabile e le cui rive sono andate via via coprendosi di giardini e di opere d’arte.
 
Si potrebbe anche visitare la zona ripristinata del ‘Canal de Aragón’ e tutta la parte sud, attorno al Parco Primo de Rivera, rientrante nei grandi progetti avviati dall’illustre Ramón Pignatelli nella seconda metà del XVIII secolo. Probabilmente, però, bisognerà rinviarne la visita a un’altra occasione.

Il ponte da Zaha Hadid
© Expo Zaragoza 2008

Saragozza 2008: Omaggio all’acqua

Da tempo, un’Esposizione Internazionale non creava un’attesa così grande. La magia dell’acqua, al centro del tributo che le viene reso quest’anno, pare aver destato l’interesse per questo tipo di manifestazioni di grande respiro e ha fatto di Saragozza una delle mete preferite per l’estate 2008 (fino al 14 settembre).
 
L’EXPO si stende su una superficie di 250.000 mq, cinti da un nuovo parco di 125 ettari, dedicato, va da sé, all’acqua. La “cabinovia” giunge alla Puerta de la Torre del Agua, uno degli edifici principali di questa mostra. Alto 75 m e avente forma a goccia d’acqua, è già assurto a uno dei nuovi simboli di Saragozza. Se ne consiglia certamente la visita per scoprire, poi, che è praticamente vuoto pur se interessante quanto basta per sedurre il visitatore. La zona ove sorge l’EPO è accessibile anche a piedi attraversando il ponte progettato da Zaha Hadid, indubbiamente uno dei maggiori contributi dati dall’EXPO alla città e, forse, una delle sue opere meglio riuscite.
 
A differenza delle Esposizioni Universali, come nel caso di Siviglia e di Lisbona, in cui ogni Paese provvede all’allestimento di un proprio padiglione separato, le Esposizioni Internazionali, come nel caso di Saragozza, s’incentrano su una tematica e radunano i vari Paesi all’interno di un edificio gigantesco, con zone differenziate. Nell’Expo dell’Acqua, i Paesi partecipanti sono riuniti in uno spazio enorme di 60.000 mq, suddiviso in otto padiglioni interconnessi e uniti da una copertura superiore che funge da ombrellone.

Padiglione della Spagna
© Expo Zaragoza 2008

Vari elementi geografici raggruppano gli oltre cento Paesi rappresentati. Nell’area riservata all’elemento ‘Pioggia’ spicca l’allestimento della Polonia con odore di bosco e salamoia; nell’area ‘Le montagne’ va visitato lo spazio rinfrescante creato dalla Svizzera anche se, probabilmente, l’area ‘Il Vento’ racchiude i Paesi più interessanti, ivi incluso il Belgio con un allestimento opera di Jan Fabre, la Germania e la Francia che colpiscono a prima vista.
 
Dal canto suo, nell’area ‘Il Sole’, il Marocco sorprende con una struttura palatina da Mille e una notte. Nel campo della ristorazione, spiccano i ristoranti dell’Uruguay e del Giappone.
 
Gli architetti Olano e Mendo hanno progettato, per la regione dell’Aragona, la padrona di casa, un padiglione singolare ispirato alle tipiche ceste locali da frutta, la cui ‘pelle esterna’ è fatta di pieghe intrecciate di vetro e lamiera metallica.
 
Tuttavia, laddove si dovesse evidenziare un padiglione soltanto, la scelta cadrebbe su quello della Spagna. Patxi Mangado e il Centro Nacional de Energías Renovables (Cener) (Centro nazionale per le energie rinnovabili) hanno creato un edificio cinto da un bosco inusitato di colonne in ceramica, utilizzando unicamente materiali rispettosi dell’ambiente, al cui interno, al pari di tutti i padiglioni, si possono inviare messaggi ecologici sul ruolo dell’acqua nel nostro pianeta.


© Expo Zaragoza 2008

Dirimpetto, si è costruito l’acquario di acqua dolce più grande d’Europa, con ca. 5.000 specie distribuite in 60 pescere e terrari. La visita è stata concepita quale viaggio lungo i cinque grandi fiumi della Terra. Numerosi monitor predisposti ovunque nello spazio espositivo, consentono di prenotare gratuitamente l’ingresso a una data ora senza dover mettersi in fila.
 
Attorno al fiume Ebro e antistante il medesimo, varie costruzioni effimere accolgono mostre su tematiche concrete quali “Acqua estrema” simboleggiante l’istante in cui un’onda va ad infrangersi sulla spiaggia; “Sete” il cui aspetto esterno ricrea gli effetti di un miraggio grazie all’uso di vari specchi posti sulla sua facciata e diversamente orientati e “Città dell’acqua” che evidenzia il rapporto dell’acqua con l’ambiente urbano in uno spazio aperto senza barriera alcuna.
 
Un aspetto di rilievo dell’EXPO sono gli spettacoli e i concerti in programma nell’arco di questi tre mesi in cui rientra Il risveglio del serpente, una passacaglia creata dal Cirque du Soleil oltre a Iceberg, un evento fluviale a metà del fiume, ideato dal controverso direttore Calixto Bieito che segna l’inizio, ogni giorno, delle attività notturne dell’Expo dell’acqua, aperta fino alle tre del mattino.

Si consiglia all’acquisto anticipato dei biglietti d’ingresso. Sono disponibili varie tariffe. Il biglietto avente validità di 24 ore, costa € 35 (ultra 25enni) anche se è indubbiamente più conveniente il biglietto speciale T1+C1 (€ 41,80) comprendente il trasferimento di andata e ritorno a bordo della “cabinovia” dalla stazione ferroviaria e autostazione Delicias. Dall’alto, si avrà modo di ammirare un panorama spettacolare che, con un colpo d’occhio, consente di dominare l’intero spazio espositivo, ubicato su un meandro della sponda nord del fiume Ebro.
 
Come arrivarci
In treno
RENFE  www.renfe.es Tel. 902  24 02 02 ha attivato un servizio ad alta velocità (AVE) tra Madrid, Lleida, Huesca, Tarragona, Barcellona e altre stazioni intermedie nonché servizi regionali con Teruel, Valencia e altre città circostanti.
 
In auto
Imboccare la AP-2 da Barcellona (2h30), da Madrid (3h00) e da Bilbao (2h30)
 
In aereo
AIR EUROPA www.air-europa.com , AIR NOSTRUM-IBERIA www.iberia.com ,  RYANAIR www.ryanair.com  e PLAZA www.plazaserviciosaereos.net  hanno attivato voli su Saragozza da Madrid, Tenerife Sur, Lanzarote, Palma di Maiorca, Santiago de Compostela, Malaga e Siviglia oltreché a Parigi, Roma, Milano, Londra e Lisbona.
 
Come spostarsi
Autobus
Tuzsa dispone di 35 linee diurne e 7 notturne (gratuite il venerdì, il sabato e la vigilia di giorni festivi).
Prezzo: biglietto di sola andata: € 0,90
Tessera autobus: € 7. Ricaricabile (Uffici CAI, IBERCAJA e presso numerose edicole). Consente di effettuare trasbordi di linea gratuiti nell’arco dell’ora successiva alla prima corsa, su tutte le linee della rete.
 
Autobus turistico
Prezzo: € 6. Ultra 65enni: € 3. Gratuito per minori di 5 anni senza diritto di posto a sedere.
 
Zaragoza Card
Consente l’ingresso a tutti i musei e monumenti della città, senza ulteriori pagamenti; autobus turistico diurno; visite guidate in varie lingue; ‘tapas’ e bevande: a scelta tra 10 esercizi; trasporto pubblico: 5, 7 e 9 percorsi con trasbordo. Inoltre, sconti presso hotel, ristoranti, parco divertimenti e altri esercizi.
Prezzi: 24 h - € 14; 48 h - € 19 e 72 h - € 23
Vendita: online: www.zaragozacard.com oppure preso gli Uffici del Turismo.
 
 
Contatti di rilievo
Tel. 902201212 (Info turismo generali)
Ufficio principale del Turismo: Plaza del Pilar, s/n  Tel.  976 393537. Orario: dalle 9.00 alle 21.00
www.zaragozaturismo.es,  www.zaragoza.es (siti web principali per informazioni turistiche sulla città)
www.zaragozacultural.com (programma ufficiale del Comune)
www.zaragozadenoche.com (informazioni su locali notturni)
www.caracterzaragoza.com (tendenze musicali, moda e design)
www.infozaragoza.com (informazioni generali complementari ai siti web ufficiali)
 
Basilica di Nuestra Señora del Pilar
Plaza del Pilar, s/n
Orario: dalle ore 6.45 alle 21.30.
 
Lonja de Mercaderes
Plaza del Pilar, s/n
Orario: dalle ore 10 alle 14 e dalle 17 alle 21. Chiuso il lunedì e la domenica pomeriggio.
 
Cattedrale di San Salvador o la Seo (ivi incluso l’eccezionale Museo degli Arazzi)
Plaza del Pilar, s/n
Orario: dal martedì al venerdì, dalle ore 10 alle 19. Chiude il lunedì. Prezzo: € 2,5
 
Palacio de la Aljafería
C/ Diputados, s/n. Prezzo: € 3. Ingresso libero la domenica.
 
San Miguel de los Navarros
C/San Miguel, 52
 
San Gil Abad
C/ Don Jaime I, 15
 
La Magdalena sulla Plaza Santa María Magdalena.
 
Patio de la Infanta
C/ San Ignacio de Loyola, 16. Orario: dalle ore 9 alle14 e dalle 18 alle 21. Chiuso domenica pomeriggio.
 
Buona parte dei musei, ivi incluso il Museo Provinciale hanno ingresso libero.
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