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La febbre dell’oro
| 10-08-2009 Di Mark Perna Dal 15 al 23 agosto Biella sarà la capitale più luccicante del pianeta perché ospiterà i Campionati Mondiali dei Cercatori d’Oro, un evento curioso e avvincente, occasione ideale per scoprire i tesori della Riserva Naturale Speciale della Bessa. Il Far West dietro l’angoloUn tempo si andava ad ovest per trovare l’oro, nelle praterie americane sognando gloria e ricchezza tra ruscelli placidi e natura incontaminata. Oggi i nuovi cercatori non diventeranno ricchi, ma potranno assaporare il gusto della sfida, qui in Italia, nella vicina e accogliente Biella. La città piemontese ospita infatti il Campionato del mondo di questa particolare specialità, giunto alla sua 33ma edizione. Circa 600 partecipanti provenienti da tutto il globo si ritroveranno nel nostro paese per una gara all’ultima pepita, tra setacci, stivali in gomma e corsi d’acqua cristallini. Per 7 giorni, a partire dal 9 agosto, i 15 Comuni della Valle Elvo organizzano e promuovono iniziative per dare il benvenuto ai Mondiali dell’Oro. Sono previste visite guidate alla ricerca delle cose preziose che ogni paese della Valle dell’Elvo offre e custodisce e una mostra fotografica itinerante intitolata “La Bessa di Fabrizio Lava”. Il campionato inizia invece con la giornata di accoglienza il 15 agosto, per poi partire subito con la prima ricerca libera domenica 16. Seguono una serie di eventi collaterali tra cui la serata di gala a Zubieta lunedì 15, via via fino alle finali attese domenica 23 agosto con la cerimonia di chiusura e la premiazione. Tutte le gare ufficiali si svolgono all’Arena in Vermogno, presso la riserva della Bessa. ![]() © ATL Biella Il tesoro più grande è la naturaSede dei giochi è appunto la Riserva Naturale Speciale della Bessa, la vasta area naturale che è situata ai piedi della Serra Morenica, circondata dai Torrenti Elvo, Viona e Olobbia. Quello della Bessa si presenta come un paesaggio quasi lunare, con cumuli di grandi dimensioni accostati come dune di un deserto, costruiti con sassi di varia grandezza. Segno evidente dello sfruttamento aurifero del II e I secolo a.C., proprio in quest’area i Romani avevano scoperto una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del mondo. I ritrovamenti archeologici confermano la tesi storica, ma sono ancora necessarie altre ricerche per meglio conoscere le tecniche e le fasi dello sfruttamento aurifero. Tra un cumulo e l’altro, cortine di piante e cespugli spesso impenetrabili. Gli oltre venti secoli passati fino ad oggi hanno infatti visto la natura riappropriarsi di buona parte del terreno, con una maggiore colonizzazione arborea nelle fasce marginali. Questo aspetto storicamente negativo è però bilanciato dalla valenza naturalistica: una flora e una fauna tipiche, spesso esclusive, che hanno trovato nella Bessa l’habitat ideale. L’accumularsi alla base delle pietraie di materiale fine ed organico ha infatti dato origine ad una progressiva colonizzazione vegetale. Prima compaiono i licheni ed i muschi, poi le felci, le eriche ed altri arbusti. Tra le specie arboree, predominano le querce, ma non mancano ciliegi, betulle, frassini, robinie, castagni e noccioli. La fauna estiva è impreziosita dal volo delle farfalle e i più fortunati possono imbattersi in lepri e volpi. Per informazioniAtl Biella P.zza V. Veneto, 3 - 13900 Biella Tel. 015/351128 www@atl.biella.it |

