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La Casa Ramona: dal filo alla tela
| 16-10-2009 Di A. Campos Galeano Appena inaugurata qualche settimana fa, è già un must culturale a Barcellona: ci riferiamo alla CaixaForum, l'ultimo centro di cultura creato dalla Fondazione La Caixa a Barcellona. Per ospitarlo, la Fondazione ha voluto recuperare uno dei gioielli del modernismo barcellonese, e anche uno dei più degradati: la Casa Ramona di Josep Puig i Cadalfach. La sua storia Nel 1909, Casimir Casaramona, industriale del settore tessile, specializzato in biancheria per la casa, decide di trasferire la sua fabbrica a Montjuïc. Affida il progetto del nuovo edificio a Puig i Cadalfach, che ha appena terminato la costruzione della sua dimora, la Casa de les Punxes sulla Diagonal. L'architetto crea una grande fabbrica modello, che sarà premiata dal sindaco di Barcellona nel 1913. L'obiettivo di Puig i Cadalfach era innanzitutto di garantire la qualità di vita degli operai e a questo scopo progettò grandi spazi illuminati dal sole, in cui l'aria circolava liberamente. Aria, sole e purezza erano le sue tre parole d'ordine. Dall'esterno, si profila un grande edificio di mattoni in stile neogotico, dai muri merlettati coronati da due torri. Anche qui, è prevalsa la sicurezza degli operai : una delle torri, per esempio, conteneva il serbatoio d'acqua da utilizzare in caso d'incendio. Unica concessione all'estetica: la torre fu edificata in ferro e non in mattoni, il che le conferiva una maggiore leggerezza. Gli elementi ornamentali di ceramica variopinta e di ferro battuto collocano l'insieme architettonico nella corrente estetica modernista, in una versione però più spigolosa e evidentemente meno sinuosa di quella a cui siamo più abituati. La sua trasformazione La sua vocazione industriale fu però breve poiché la fabbrica funzionò in quanto tale solo fino al 1920; in seguito, l'edificio fu adibito a funzioni diverse: servì successivamente da deposito durante l'esposizione del 1929, da scuderia poi da parco autoveicoli per la polizia al termine della guerra civile... E quando La Caixa decise di aprire il suo centro, l'edificio era molto degradato. Per la sua riabilitazione, l'architetto Francisco Javier Asarta lanciò un programma di demolizioni selettive che consentì di eliminare le aggiunte posteriori. Al fine di garantire il rispetto più fedele del progetto del 1909, furono fabbricati artigianalmente circa 100.000 mattoni e vennero assunti muratori in grado di lavorare secondo i metodi in vigore all'inizio del 20° sec. Per ricuperare spazio senza per questo deturpare la Casa Ramona, l'unica soluzione fu di sfruttare il suo sottosuolo. Si procedette allora alla consolidazione delle volte e delle colonne di sostegno e all'estrazione di oltre 40.000 m3 di terra. Il complesso beneficiò così di uno spazio supplementare di 4.500 m2. E come tocco finale, bisognava dotare il centro di un'entrata degna dell'opera: un immenso albero di vetro e d'acciaio del giapponese Arata Isozaki augura il benvenuto al visitatore. Esso s'innalza in mezzo ad un cortile in pietra calcaria che serve da contrappunto al padiglione creato da Mies Van der Rohe per l'Esposizione universale del 1929, prima della sua ricostruzione avvenuta nel 1986. La CaixaForum Appena entrati nel vestibolo, ci troviamo di fronte a due opere emblematiche: Mural, che Sol Lewit ha creato specialmente per il Forum e Nube de neón realizzata da Lucio Fontana nel 1953 per la triennale di Milano. Le sale di tessitura e filatura ospitano oggi la collezione d'arte contemporanea della Fondazione La Caixa, una delle più importanti di Spagna. Le opere sono esposte secondo un percorso tematico, eccetto La habitación de plomo -cámara del dolor- (la camera di piombo -camera del dolore-) di Joseph Beuys, che è esposta in permanenza. Negli ex depositi è stata sistemata la Mediateca, dotata di una tecnologia audiovisiva all'avanguardia del progresso per far beneficiare il pubblico delle più recenti contribuzioni del mondo della creazione audiovisiva e del multimedia. Musica, cinema, o conferenze... ogni manifestazione presenta il proprio livello di esigenze. Per garantire in ogni momento le migliori condizioni acustiche, l'Auditorio è dotato di un sofisticato sistema di rivestimento acustico. Le due sale sistemate nelle grosse torri sono riservate alle attività letterarie, ai corsi, ai recital di poesia e agli atelier più diversi, destinati spesso ad un pubblico di terza età. Infine, il Laboratorio delle Arti concentra le attività pedagogiche ed educative la cui ambizione è diventata l'anima di questo nuovo spazio che contribuirà certamente a rafforzare l'importanza mondiale di Barcellona come centro artistico e culturale. Informazioni utiliCaixaForum Av. Marquès de Comillas, 6-8 08038 Barcelone Tel.: (00 34) 934 78 86 00 Fax.: (00 34) 934 76 86 35 Aperto ogni giorno dalle 10 alle 20. Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. |
